Fondi comuni di investimento immobiliari

I fondi comuni di investimento immobiliari consentono di trasformare gli investimenti immobiliari in quote di attività finanziarie per produrre una certa liquidità, con questi fondi si può investire il patrimonio in misura non inferiore ai due terzi in beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari. Si tratta dunque di fondi chiusi soggetti ad una data di scadenza per cui prevedono un diritto al rimborso della quota sottoscritta al momento del raggiungimento del suo termine. 


Questi strumenti finanziari conservano il proprio valore anche nel corso del tempo, i risparmiatori privati possono acquistare questi titoli direttamente nella Borsa Italiana, se si vogliono comprare tali fondi in un periodo successivo alla fase di sottoscrizione, è possibile inoltre acquistare la quota; per quanto riguarda il prezzo di acquisto può essere diverso rispetto al valore dichiarato del portafoglio immobiliare, ciò non implica che si tratti di una contrattazione conveniente visto che il valore di un portafoglio immobiliare è alquanto incerto. I prodotti immobiliari operano attraverso la leva finanziaria, per cui si possono contrarre debiti se si investe una cifra maggiore rispetto a quella assegnata dai sottoscrittori, va precisato comunque che la leva consente di ottenere dei guadagni più alti se i valori degli immobili salgono. Esistono varie tipologie di fondi immobiliari tenendo conto di diversi tratti caratteristici, per cui è possibile classificare questi strumenti finanziari in base ai soggetti ai quali si rivolgono, alle modalità di acquisizione degli immobili, alla stessa distribuzione dei dividendi.


La durata minima dei fondi comuni di investimento immobiliari è di 10 anni e quella massima può raggiungere i 30 anni, quando si arriva alla data di scadenza il patrimonio subirà la ripartizione e distribuzione. Di fatto i fondi immobiliari hanno una scadenza che una volta raggiunta implica la liquidazione del portafoglio di immobili per questa ragione è possibile risentire di eventuali oscillazione dei prezzi nella fase finale di vita del fondo. Va però precisato che talvolta i gestori del fondo possono chiedere una proroga oppure possono fare appello ad un periodo di grazia, un rinvio che non sempre viene concesso da Banca d’Italia, quando si accetta di posticipare il pagamento il periodo di proroga è comunque limitato prevedendo un posticipo massimo di 2-3 anni.

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