Sottoscrivere i certificati di deposito: è una scelta conveniente?

In banca è possibile sottoscrivere i certificati di deposito (CD) ossia dei titoli vincolati e trasferibili che attribuiscono al possessore il diritto al rimborso del capitale a cui si vanno a sommare gli interessi maturati nel corso dell’attivazione del contratto che può avere una durata che varia dai 3 mesi ai 5 anni.  E' una scelta giusta per le nostre finanze?

Questi depositi vincolati si vengono a formare attraverso il versamento del relativo importo ed a sua volta la banca si impegna a restituire le somme comprensive degli interessi maturati alla scadenza, tale rapporto finanziario viene comprovato dal rilascio di un certificato nominativo, al portatore oppure da una ricevuta sostitutiva. Alla scadenza del CD viene elargito il capitale depositato che può prevedere un tasso fisso oppure variabile, nello specifico gli interessi vengono destinati al risparmiatore mediante la riscossione di cedole, altre tipologie vengono invece rimborsate in base al valore nominale detto zero coupon. 

Nello specifico gli istituti bancari offrono diversi tipi di certificati di deposito connotati da un diverso tasso di interesse tra cui: quello a tasso fisso che corrisponde la somma di denaro depositata ad un tasso di interesse stabilito prima dell'emissione; la tipologia a tasso variabile prevede la ricompensa dell'investimento ad un tasso di interesse che varia in base ai tassi di mercato; il certificato di deposito zero-coupon non prevede il pagamento della cedola ossia del coupon, per cui non retribuisce a cadenza periodica gli interessi ma li versa sommati al capitale alla scadenza del titolo. Bisogna ricordare comunque che sui certificati di deposito è prevista una ritenuta fiscale pari al 26% come per altri strumenti finanziari.

Il risparmiatore che ha deciso di sottoscrivere i certificati di deposito (CD) deve tener sempre presente che questa forma di investimento è sottoposta ad alcuni rischi per cui il denaro depositato è passibile alle oscillazioni dei tassi di mercato, mentre la cedola in corso indipendentemente dal tasso variabile oppure fisso rimangono costanti; si può poi incorrere nel ischio di distruzione, smarrimento o furto del contratto finanziario se si opta per il rilascio del certificato cartaceo per evitare tale inconveniente l’investitore può scegliere di lasciare in deposito il certificato in un dossier titoli in dotazione della banca. In pratica viene concesso un titolo individuale che si traduce in una forma di prestito che viene emesso su richiesta di un singolo cliente in base alle personali esigenze dell’utente anche se la banca ha la possibilità di concedere  allo stesso tempo diversi certificati  identici.

SHARE THIS
Previous Post
Next Post