Sondaggi elettorali, cala la fiducia in Renzi

Brutti segnali per il Presidente del Consiglio Matteo Renzi arrivano dalle intenzioni di voto degli italiani. Secondo gli ultimi sondaggi, infatti, il Partito Democratico è segnalato in calo mentre cresce il Movimento 5 Stelle fondato da Beppe Grillo che sembra aver trovato in Luigi Di Maio un volto utile per spaccare lo schermo e conquistare la fiducia. Il principale partito del paese, al governo con NCD e Scelta Civica, sta pagando le scelte fatte e gli scandali romani legati a Mafia Capitale ed al continuo cincischiare sulle dimissioni della giunta guidata da Ignazio Marino. Quale futuro per il Premier?

Se ci atteniamo agli ultimi sondaggi politici, il partito del presidente-segretario Renzi è ancora in testa ma le elezioni amministrative del prossimo anno rischiano di far vacillare la baracca Dem. Milano, Torino, Bologna, Napoli e Roma (sempre che si voti!) sono piazze molto difficili, con il centrosinistra che non ha un leader vero. Mentre a livello nazionale, infatti, ha trovato l’ex sindaco di Firenze, a livello locale il PD stenta a trovare figure che incarnino sia la svolta voluta da Renzi che i valori della Sinistra o di ciò che resta.

Un problema che, in verità, ha anche il Movimento 5 Stelle che, di contro, oppone però una forza del brand in generale e il fatto che, in pratica ovunque, i grillini appaiano come esterni alle logiche dei partiti e quindi in qualche modo abbastanza distanti dalle magagne e forse maturi per essere messi alla prova. Di Maio ha precisato che il M5S non farà alleanze alle amministrative, come da tradizione, e per questo dovrà faticare più di altri nelle competizioni locali a raccogliere consensi.

Non se la passa bene neanche il centrodestra. Berlusconi ormai è in declino, nonostante continui a mentire a sé stesso, e Matteo Salvini non pare poter raccogliere molti consensi tra i moderati. Il “papa straniero”, cioè una figura diversa da Berlusconi e che sorride al centro (si pensi a Passera o Marchini) non è molto apprezzato in uno schieramento che, per anni, ha vissuto di rendita sfruttando l’icona di B.


Insomma, il PD sembra perdere voti pur rimanendo la prima forza del Paese, il M5S potrebbe sperare in qualche sorpresa e, vista l’incertezza, anche il Centrodestra potrà dire la sua in futuro in quello che, ormai, è un sistema tripolare.

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