Quando è legittimo il licenziamento per malattia del lavoratore



In caso di malattia il lavoratore ha diritto al periodo di comporto, ovvero “il periodo di tempo durante il quale il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro, per un intervallo di tempo definito dalla legge o dal CCNL, nonostante l'esecuzione della prestazione venga sospesa per fatto inerente alla sua persona. Nei casi espressamente previsti dalla legge (o dalla contrattazione collettiva), il contratto dunque non si risolve e si ha semplicemente una sospensione del rapporto di lavoro: rilevanti, a tal fine, sono le ipotesi della malattia, dell'infortunio, della gravidanza, del puerperio, del richiamo alle armi o della chiamata per obblighi di leva.”


Il periodo di comporto si distingue in assenza continuata (comporto unitario), o diverse assenze suddivise nel tempo (comporto per sommatoria).
Il datore di lavoro che intima il licenziamento durante tale periodo è totalmente inutile, a meno che non si presenti una giusta causa di licenziamento, che non permette la continuazione del rapporto lavorativo.
Superato il periodo di comporto, il datore può imporre il licenziamento per sopraggiunta impossibilità del lavoratore di adempiere all'obbligazione di lavoro.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13667/2015, ha stabilito che al superamento del periodo di comporto, il licenziamento risulta illegittimo nel caso in cui venga riconosciuto l’infortunio sul lavoro, fatto che rende inapplicabili le disposizioni contrattuali previste per la salvaguardia del posto per eventi morbosi.

Il licenziamento per giusta causa avviene dopo il periodo di comporto nel caso in cui il lavoratore non è in grado di prestare il lavoro per il quale è retribuito e non sussistono nell’azienda mansioni sostitutive che possano condurlo ad adempiere la subordinazione.
Il datore di lavoro dal canto suo dovrebbe cercare un ruolo adatto alle nuove condizioni fisiche o intellettuali che agevolino la permanenza del prestatore. Nel caso in cui non sia in grado di continuare a lavorare in modo proficuo il datore di lavoro è legittimato al licenziamento.
Il licenziamento per malattia, dunque, avviene quando la prestazione lavorativa del dipendente diventa inutile per l’impresa anche durante i giorni di presenza, gravando sul datore di lavoro e sui colleghi. Questo però deve essere provato dimostrando che le modalità delle assenze hanno portato l’incapacità di utilizzo della prestazione lavorativa.


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