Pensioni, ed è sempre polemica

Cambiano i Governi ma tant'è, il discorso pensioni genera sempre polemiche più o meno velenose. Sembra proprio che la pensione degli italiani faccia rima con tensione. Negli ultimi giorni si parla della pensione delle donne. Secondo un nuovo piano che potrebbe varare il Governo, queste potrebbero uscire a 62-63 anni con la decurtazione del 10% dello stipendio. Il ministro del lavoro Paoletti sta infatti valutando una possibile rivoluzione del sistema previdenziale e non sarebbe certo la prima.



Da quanto è stato detto dal ministro, le donne potrebbero avere, dal 2016, la possibilità di scegliere un'uscita anticipata dal lavoro a 62-63 anni e con 35 anni di contributi versati. In questo caso non si dovrebbe rifare il calcolo contributivo ma bensì una riduzione del 10% dell'assegno in virtù della speranza di vita e per anticipo di 3 anni rispetto all'età della vecchiaia. Secondo la vecchia riforma Fornero, che aveva suscitato a sua volta una violenta onda di proteste, dal prossimo anno le donne avranno davanti un nuovo scalino che prevede il passaggio dell'età di vecchiaia da 63 anni e 9 mesi a 65 anni e 7 mesi, quindi con ben un anno e 10 mesi in più rispetto a quelli dell'anno in corso.
Con la nuova riforma però, chi decidesse di uscire prima avrebbe una decurtazione dell'assegno del 10%, riforma che, a quanto sembra, non piace troppo al segretario nazionale della Cgil Susanna Camusso che vede tutte queste manovre come un continuo rimpallo tra un ministro e l'altro.

A prescindere dalle riforme resta ben pesante la situazione di molti pensionati che sovente sono costretti a fare ricorso a un prestito veloce per avere contanti a disposizione per far fronte alle spese mensili e al pagamento delle tasse, oppure di ricorrere a una delle convenzioni dell’Inps sui finanziamenti (approfondimenti su http://www.spaziomutui.com/prestiti-inps.htm). Alcuni però non hanno nemmeno la possibilità di fruire di una pensione, per cui tra le diverse opzioni, quella della decurtazione del 10% non sembra una manovra eccessivamente severa. Resta il fatto che tutto il sistema pensionistico italiano non suscita fiducia, soprattutto tra le nuove generazioni che rischiano di non vedere mai la propria pensione, sia perché potrebbero mancare i fondi, sia perché, in questo panorama economico, trovare un lavoro è diventato utopistico.

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