Matrimonio e ripicca politica a Monteprandone


Un'avversaria politica desidera sposarsi in Comune e il sindaco glielo nega. Possibile?
Quanto è avvenuto a Monteprandone sembra confermarlo.
Ecco cos'è successo:
La donna, candidata al consiglio con la lista “Partecipare per Cambiare” voleva sposarsi in Comune con il suo compagno con il consigliere di minoranza Stefano Ciampini (della sua stessa lista) come celebrante delle nozze.

I portavoce della vicenda affermano che il sindaco Stefano Stracci ha negato la celebrazione del matrimonio a Ciampini per "vendetta politica" poiché inizialmente aveva accettato di delegare il consigliere senza problemi.
Cambio idea per ripicca politica o parole travisate dagli avversari per apparire sui giornali?
I mesi passano e a giugno il colpo di scena: il gruppo consiliare dichiara che quando tutta la documentazione necessaria era stata depositata, il sindaco Stracci negava la delega a Ciampini a causa di impedimenti giuridici recando danno agli sposi che avevano già organizzato il loro grande giorno.
Ma la vicenda si è conclusa con un bel matrimonio svolto nel comune di Acquaviva Picena il cui sindaco ha deciso di esaudire le volontà degli sposi consentendo la cerimonia al consigliere Ciampini con delega del sindaco.
Qual è il punto di vista del sindaco di Monteprandone?
Lo scrive direttamente in un post sul suo profilo Facebook e dichiara:
"Anch'io voglio fare gli auguri a chi ha voluto utilizzare persino il giorno del proprio matrimonio per fare polemica politica e attaccare il Sindaco [...] Cari sposi, dopo che il funzionario vi ha comunicato che il Sindaco non aveva concesso la delega, (che concede al vicesindaco o ad altri in caso di suo personale impedimento) avete chiesto di parlare con me, se non altro per avere spiegazioni in merito? Vi avrei detto, come ho spiegato a Ciampini, che non era possibile la “ricusazione del Sindaco” ma che era una cortesia che avrei fatto agli sposi purché non fosse percepita e divulgata come “io il sindaco non l’ho votato e mi scelgo chi ho votato” (precedente inammissibile) [...]
Ho i brividi a pensare, che su un altare, seppur civile, si vada con un retro pensiero di vendetta politica, tra l’altro ingiustificato e pretestuoso.
Auguri anche all'opposizione che utilizza vicende personali per riempire di senso il loro essere presenti in consiglio: allargo le braccia, sorrido e vado avanti."
Questo è uno stralcio del lungo post pubblicato dal sindaco.
Chi abbia ragione e chi torto lo lascio all'opinione del lettore, ma posso aggiungere che ogni momento (per entrambe le parti) è buono per mettere davanti la politica a tutto il resto!

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