Liberalizzazione farmaci Fascia C



Nell’Aula della Camera è iniziato il dibattito sul Ddl Concorrenza con un’accesa polemica sulla mancata liberalizzazione dei farmaci con ricetta medica.
Il sottosegretario all'Economia e segretario di Scelta Civica Enrico Zanetti (Sc), ha dichiarato che il governo si è mostrato remissivo verso le resistenze corporative che hanno fortemente ridimensionato questo testo di legge. Con la vendita dei farmaci di fascia C nei supermercati si potrebbero risparmiare 500 milioni di euro.

Zanetti ha comunicato la presentazione di diversi emendamenti in Aula che coinvolgono in particolare la “battaglia” per la liberalizzazione dei farmaci di Fascia C. Con una piena liberalizzazione di questi medicinali facendo risparmiare agli utenti 500 milioni l’anno.
Su questo punto Zanetti ha chiarito le posizioni emerse in Aula, comunicando un possibile asse tra Scelta Civica, Movimento 5 stelle, Sinistra ecologia e libertà e un’ampia parte del Partito Democratico. 

Il sottosegretario ha dichiarato: “Anche se non è stato mai reso esplicito, mi sembra ci sia invece un veto da parte di Ncd. Spero di essere smentito anche perché un Governo che giudica inaccettabili i veti della minoranza Pd non può farsi condizionare dai veti di altri partiti”.
Aggiunge che le liberalizzazioni di mercato sono un punto essenziale per la crescita duratura del Paese. La mancanza di questo tipo di interventi strutturali le politiche fiscali espansive rischiano di essere inutili, portando un deficit che blocca la crescita.

Dal canto loro le Senatrici di Area Popolare (Ncd-Udc), Laura Bianconi e Federica Chiavaroli, rispondono al Sottosegretario all’Economia affermando che vi è la volontà di continuare a offrire ai cittadini un servizio farmaceutico di qualità su tutto il territorio nazionale, non condividendo le dichiarazioni del Sottosegretario.
La loro posizione è la medesima che hanno confermato sia la Corte Costituzionale che la Corte di Giustizia Europea: “Il sistema che c’è oggi è valido e in grado di garantire un accesso sicuro e agevole al farmaco. Interventi di altra natura, volti alla deregolamentazione, non farebbero altro che mettere in crisi un settore cosi strategico per la salute dei cittadini”. 

Le senatrici affermano che il risparmio di cui si parla è solo teorico poiché basato “sulla presunzione che la grande distribuzione organizzata applicherebbe sconti solo su alcuni prodotti civetta e non su tutti i medicinali di fascia C con ricetta”.
Attualmente i supermercati espongono in vendita solo il 10% delle 2.000 confezioni di farmaci senza ricetta presenti in farmacia che sono quelle più richieste e remunerative. Dichiarano: “Vien da pensare che farebbero lo stesso con i farmaci di fascia C con ricetta, quindi si troverebbero poche decine di confezioni a fronte delle 3.000 presenti in farmacia”.

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