FMI dichiara: rallentamento delle economie emergenti

In occasione dell’arrivo del G20 ad Ankara, il Fondo Monetario Internazionale ha preparato un documento in cui dichiara che la crescita globale del primo semestre del 2015 risulta moderata, mentre si nota un rallentamento delle economie emergenti e una lieve ripresa in quelle avanzate.
In questo periodo i mercati finanziari subiscono continue variazioni accentuate e imprevedibili, scostanti andamenti sui prezzi delle materie prime, flussi capitali indeboliti e deprezzamento delle valute dei mercati emergenti, dando un quadro generale di poco conforto.

Il crollo delle Borse Asiatiche, con andamenti altalenanti, ha causato molti effetti esterni, provocando addirittura il calo dei prezzi delle materie prime e delle azioni.
Per la Cina gli investimenti sono diminuiti mantenendo stabile la crescita dei consumi, ma la riduzione delle importazioni e le esportazioni nette hanno comunque continuato a contribuire positivamente sulla crescita. Dal canto suo, la politica cinese sta definendo il nuovo meccanismo per determinare il tasso di cambio della moneta cinese di scambio più efficace.
 L’abbassamento del prezzo del petrolio e l’allentamento dell’euro hanno aiutato i Paesi dell’area euro, tra i quali anche l’Italia, ad una crescente ripresa.
Nel documento preparato dal Fondo Monetario Internazionale si può leggere che gestire l'elevato debito pubblico in un contesto di bassa crescita e bassa inflazione, rimane la sfida principale in cui le economie avanzate, soprattutto quelle dell'Eurozona, devono cercare di effettuare riforme strutturali per incrementare la produttività. Inoltre, nel mercato del lavoro vi è la necessità di aumentare la domanda di lavoro rimuovendo tutti gli ostacoli all’occupazione, attuando riforme che devono tenere conto dell’avanzare dell’invecchiamento della popolazione. 

Questo fenomeno porta ad una maggiore permanenza nel posto occupato e dà minori possibilità all’occupazione giovanile.
Nell'area euro la ripresa sembra dover continuare fino al 2016, mentre le economie emergenti devono scorgere un opportuno equilibrio tra il rafforzamento della crescita e la gestione delle debolezze.
Per il rilancio dell’economia è necessario attuare riforme strutturali e politiche di bilancio che aiutino il Paese a gestire la crisi nel miglior modo possibile.
Se verranno predisposte strategie mirate si potrà parlare ancora di ripresa e positività dei mercati nazionali e internazionali.
Affidiamoci dunque al buon senso e alle capacità dei vari Governi.

SHARE THIS
Previous Post
Next Post