Conclusa la riforma del lavoro

Ultimati e approvati gli ultimi quattro decreti attuativi dello Jobs act., riguardanti i controlli a distanza nel rispetto della privacy, gli ammortizzatori sociali e le dimissioni in bianco. Ora migliaia di precari avranno un contratto stabile.
Il ministro del lavoro Poletti è soddisfatto in quanto il contratto a tempo indeterminato è ritornato al centro delle modalità di assunzione dei lavoratori.
 

Per quanto riguarda i controlli a distanza e privacy, il Governo è intervenuto sull'art. 4 dello Statuto dei lavoratori rispetto alla privacy colmando un vuoto normativo: chiarezza e rispetto della privacy. Per installare telecamere ci sarà la necessità di un accordo sindacale o un'autorizzazione ministeriale, mentre non sarà necessario per assegnare ai lavoratori strumenti di lavoro quali pc, tablet e cellulari. Rimarrà obbligatorio informare in anticipo e in maniera adeguata i lavoratori sulle modalità d'uso degli strumenti e sull’effettuazione dei controlli, che devono sempre avvenire nel rispetto delle norme sulla privacy. In base a queste due condizioni, le informazioni raccolte potranno essere utilizzare per fini collegati al rapporto di lavoro e disciplinari.

In materia di ammortizzatori sociali, il Ministro Poletti dichiara che sono stati estesi a 1,4 milioni di lavoratori, prima senza copertura, cioè i lavoratori in azienda da 5 a 15 dipendenti, inoltre la Naspi, il nuovo assegno contro la disoccupazione involontaria, durerà 24 mesi e la CIG (cassa integrazione guadagni) torna al suo scopo originale.
L'ammortizzatore in costanza di rapporto di lavoro durerà 24 mesi in un quinquennio mobile, periodo che sale fino a 36 se si usa la solidarietà. Le aliquote saranno applicate con il sistema di bonus malus e coloro che useranno la cassa pagheranno di più. Saranno migliorate le ispezioni grazie all’istituzione dell’Ispettore Unico che sarà in grado di semplificare il lavoro e velocizzarlo.

Nota molto importante è la certificazione della richiesta di dimissioni che dovrà essere compilata in un modulo scaricabile dal sito del ministero del Lavoro. Senza questo documento datato e certificato la dimissione non sarà validata. Quindi da ora in avanti non esisteranno più fogli di dimissioni con solo la firma del lavoratore. Nessun licenziamento programmato e mai più sarà “arma” di controllo.


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